Giuseppe Abbagnale si sofferma su alcuni punti relativi all'area tecnica

Carissimi tutti,

continuo il dialogo con voi per parlare di alcuni aspetti peculiari alla nostra Federazione riferiti all’area tecnica che, a mio avviso, deve essere un sistema aperto. Un sistema che, partendo dalla base delle nostre società, proietti il suo sguardo all'alto livello ma senza tralasciare le squadre giovanili (junior e under 23).

Nel quadriennio oramai concluso molti allenatori, coinvolti come "aggregati" con le squadre azzurre femminili e maschili, hanno potuto fare esperienze tecniche di alto livello sia durante i raduni nazionali e sia durante le trasferte in cui erano impegnate le varie compagini nazionali. In questo modo molti allenatori societari hanno acquisito esperienze e competenze importanti che hanno potuto mettere a frutto nelle proprie società e utilizzare il sistema di allenamento, il "metodo italiano", che la direzione tecnica ha sviluppato durante tutto l'arco del quadriennio. Una mole di lavoro che ha permesso al canottaggio junior e under 23, femminile e maschile, di consolidare e migliorare le posizioni acquisite negli anni e al canottaggio di alto livello di conquistare le due medaglie olimpiche a Rio de Janeiro. Al fianco dei risultati è stata registrata anche una buona omogeneità nella tecnica di voga, da parte di tutti gli atleti e le atlete di ogni categoria, e una grande crescita anche a livello tecnico attraverso i continui feedback tra i tecnici del Centro Nazionale di Preparazione Olimpica di Piediluco e gli allenatori delle nostre società.

I risultati di questi primi quattro anni li ritengo più che soddisfacenti in ogni categoria, sia tra le donne e sia tra gli uomini, ma a livello assoluto non basta ancora poiché, grazie all'entrata in scena di giovani promettenti, uno degli obiettivi sarà quello di riportare la vogata di coppia maschile ai fasti del passato e il settore femminile ad essere sempre più presente nelle finali di alto livello. Vi sono giovani vogatrici e vogatori che potranno essere i protagonisti di Tokyo 2020 e, grazie alla conduzione tecnica che ho immaginato e che vedrà importanti cambiamenti al suo interno, conservando quanto di buono è stato costruito, questi talenti emergenti saranno seguiti attentamente nella loro crescita personale. Questo è l'obiettivo del mio gruppo che, con la vostra fiducia, lavorerà nel prossimo quadriennio per arrivare ai Giochi del 2020 pronti a giocarci una medaglia d'oro negli uomini e una finale nelle donne. Una medaglia d'oro negli uomini che manca all'Italia dal 2000 e una finale olimpica nelle donne che manca dal 1996. Questi risultati di vertice potranno consentire a chiunque gareggi, o si avvicini al canottaggio, di poterlo fare al fianco di protagoniste e protagonisti ancora più vincenti.

La Federazione ha lavorato e lavorerà per creare le basi che consentano di portare sul podio, in ogni categoria, più atlete ed atleti possibili in maniera che, al loro ritorno nei rispettivi sodalizi, queste donne e uomini possano essere testimonial dell'attività prodotta dalla società di appartenenza e divenire nel contempo anche efficace veicolo per la promozione del canottaggio sul territorio. Tutto questo sarà possibile grazie alla squadra di selezionatori che si adopererà per valorizzare la meritocrazia nella composizione di ogni equipaggio, coinvolgendo tutti i tecnici societari che saranno disponibili a seguire i raduni e le missioni all'estero. Questa è una delle mie visioni per il futuro e nei prossimi giorni illustrerò anche altri punti delle mie linee programmatiche.

Nel salutarvi, sottolineo che è possibile rileggere queste mail nella sezione news del sito www.giuseppeabbagnale.it.
Grazie a tutti voi e viva il canottaggio italiano.

Giuseppe Abbagnale

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